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TURISMO, SPECULATORI E POLITICA

  • Immagine del redattore: gilberto borzini
    gilberto borzini
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

La sentenza della Corte Costituzionale che afferma le buone ragioni della Regione Toscana in materia di Governance del fenomeno degli affitti brevi genera a cascata alcune riflessioni necessarie.


Come si ricorderà è stato il Governo nazionale ad impugnare la regolamentazione di Affitti turistici e Locazioni brevi della Regione Toscana affermando, con l'impugnazione stessa, la propria ignoranza in materia di Diritto Pubblico e qualche deficit interpretativo in materia costituzionale.


La Corte Costituzionale, pertanto, ha ribadito che le limitazioni proposte dalla Regione non violano alcun diritto Costituzionale in materia di gestione delle attività economiche private e, soprattutto, che l'Ente regionale dispone di tutti i diritti per intervenire in materia, grazie alle celeberrime disposizioni sull'applicazione del titolo V° costituzionale introdotte nel 2001 dal governo Amato, disposizioni che in particolar modo i sostenitori delle autonomie regionali dovrebbero conoscere perfettamente ma, a quanto pare, ignorano.


Come noto la querelle risale all'osservazione per cui l'esplosione del fenomeno turistico, sostenuta dalla disponibilità di alloggi temporanei a costo moderato a loro volta promossi da insistite campagne di vendita online, abbia contribuito ad una radicale trasformazione del mercato immobiliare nei centri urbani, all'incremento degli sfratti a carico degli inquilini tradizionali, allo svuotamento dei centri urbani delle rispettive caratteristiche esiziali sociali e economiche.

Un cambiamento radicale che ha trovato la partnership più agguerrita nella speculazione edilizia avviando veri e propri processi di ingenti acquisizioni immobiliari, per lo più in capo a perfetti sconosciuti, con rapidi adattamenti strutturali degli immobili acquisiti, magari grazie ad una benevola SCIA comunale, e – guarda un po' – a norme tese a chiudere un occhio su quei lavori di ristrutturazione a suo tempo non denunciati.

Si evidenzia allora la filiera della speculazione che aggrega una finanza piuttosto allegra, capace di investire molto rapidamente ingenti flussi di liquidità nelle acquisizioni e ristrutturazioni, ad una politica di sostegno che tenta prima di approvare un “salva Milano”, poi approva con urgenza sanatorie immobiliari, e ben si guarda dal mettere in campo politiche di edilizia popolare volte a dare un tetto agli esiliati e sfrattati dai centri storici.

Sul fronte opposto una Regione che di Turismo potrebbe vivere ma si impegna a salvaguardare le vite dei suoi cittadini, e con quelle le forme sociali delle proprie realtà urbanem limitando i processi speculativi.




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