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LA METASTASI DEL TURISMO

  • Immagine del redattore: gilberto borzini
    gilberto borzini
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Overcrowding e Overtourism sono solo due modi gentili per indicare la metastasi del turismo: un sovraffollamento che devasta le risorse (Overcrowding) e un eccesso di domanda turistica che manifesta una necessità mentale di fuga rispetto al quotidiano vivere.

Ma a rendere il Turismo “insostenibile” contribuiscono ben altri elementi.

Il primo è evidente agli occhi di chiunque e riguarda l'inquinamento che produce.

Per raggiungere le località prescelte bisogna produrre inquinamento, con qualsiasi mezzo ci si muova. Gli aerei sono consumatori instancabili di ossigeno e le navi da crociera inquinano come città di provincia, e non spengono mai i motori, neppure quando ormeggiate in porto.

Non basta.

Negli anni '80 trascorsi lunghi periodi caraibici a verificare il “giro del fumo” prodotto dalle liquidità di dubbia origine (leggi di provenienza colombiana e dintorni) investite in alberghi, villaggi turistici, quartieri residenziali, e negli anni '90 mi occupai dei medesimi elementi nel nostro meridione turistico.

Così, per fare spazio ad alberghi e infrastrutture, si devastavano ambienti immacolati, si cancellavano tradizioni secolari di popolazioni locali ridotte in servitù a favore del turista bianco, definendo uno scempio ambientale, sociale e culturale, subito rivestito con i colori delle cartoline illustrate e dei depliant turistici.

Certamente con quegli investimenti e relativi sradicamenti il turismo diveniva motore economico territoriale, sviluppava occupazione e una nuova piccola borghesia che si andava sostituendo alla precedente struttura sociale, ma il danno, il danno vero che è soprattutto culturale, era stato prodotto.

La prima economia generava quella piccola avidità dell'intraprendenza possibile, le case dei pescatori diventavano piccole suite per turisti abbienti, il ricovero delle barche si trasformava in ristorantino vista mare, e il processo, da modesto tumore iniziale, diveniva un male incurabile fino a giungere alla metastasi ingovernabile attuale, esplicitata dai fenomeni indicati all'inizio dell'articolo.


Il Turismo è una forma di economia speculativa: di suo produce poco (in generale solo servizi complementari rispetto ai soggiorni) ma determina la propria ricchezza sfruttando i paesaggi, il clima, i territori su cui insiste. Nasce e si sviluppa come economia improduttiva fondata su quello che chiamo Colonialismo Turistico, con flussi rilevanti di bianchi agiati verso destinazioni etnicamente differenti, poi si amplia trascinando nel vortice della superiorità economica e del narcisismo consumistico sempre più vaste platee fino a produrre gli ingorghi pedonali di Barcellona e di Venezia, di Napoli o delle 5 Terre, fino a generare gli sfratti dei residenti urbani per fare spazio a nuovi loculi di accoglienza temporanea, esiliando i cittadini e sfregiando il tessuto urbano.

Un Turismo sostenuto dalla speculazione edilizia e dai trafficanti di denaro liquido, un turismo mantenuto dai grandi eventi che massacrano i territori e ingrassano la politica: è davvero questo il Turismo che vogliamo ?


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