NARCITURISMO
- gilberto borzini

- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min
NARCITURISMO
Se gli agenti di viaggio e gli operatori turistici capissero le motivazioni profonde in capo al consumo turistico i loro guadagni sarebbero decuplicati.
Short breaks e fast fashion hanno la medesima origine psicologica.
Operatori e agenti di viaggio credono ancora nella validità del “prodotto”, mentre la centralità del consumo turistico è il narcisismo del turista. Intendiamoci, nulla di diverso dal consumo di abbigliamento o di bigiotteria o di cosmetica, perché l'economia ha il vezzo di stimolare il Narciso che è in noi per farci mettere mano al portafogli, per immaginare di poterci sublimare attraverso il consumo e oggi attraverso la dimostrazione del consumo.
Allo stesso modo in cui si moltiplicano gli acquisti online di prodotti a basso prezzo di abbigliamento (fast fashion) si vanno moltiplicando i consumi di short-breaks, di visite lampo, di presenza giornaliera in località di grido, ovvero l'essenziale che rechi soddisfazione al narciso disperato che alberga nelle moltitudini.
Un Narciso alienato e oppresso in un quotidiano insoddisfacente che torna a risplendere attraverso la manifestazione esteriore, che si appaga nella fuga immaginando di trovare, con quella, un se stesso probabilmente assente, certamente evanescente, difficilmente affermabile.
Quello che si vende oggi è in massima parte Narciturismo, proiezione di un sé minimale in forma d'ombra ingigantita dal consumo.
Comprendere questi meccanismi e adattare di conseguenza l'organizzazione significa gestire sempre più integralmente il tempo disponibile del cliente.
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