MAMMA! I TURISTI !!!
- gilberto borzini

- 8 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Un tempo si gridava “Mamma li Turchi!”, segnalando l'arrivo delle scorrerie dei Saraceni lungo le coste. Oggi il pericolo è segnalato dagli arrivi turistici. E' arrivato il tempo del De-Marketing.
Ormai godono della stessa stima delle Cavallette in Africa, sciamo feroci che oscurano il cielo arrivando e lasciano pascoli e raccolti desertificati andandosene. Parlo, ovviamente, dei turisti.
Li abbiamo cercati, trovati, blanditi, vezzeggiati e sedotti con infinite campagne di comunicazione e marketing salvo renderci poi conto del danno prodotto da masse eccessive, incontrollate, ingovernabili, che come le cavallette si muovono in moltitudini e lasciano il territorio affaticato, impoverito se non addirittura svuotato.
Esistono indici di pressione antropica misurabili, che definiscono quale sia il peso e la pressione turistica sopportabile da un singolo territorio, e a quello, inevitabilmente, bisogna fin da subito iniziare a fare ricorso.
Non si tratta di una questione di “accesso democratico e libero a tutti” come qualcuno sostiene cercando di lanciare la palla in tribuna, ma piuttosto di “sostenibilità territoriale, ambientale e culturale” di ogni specifica area territoriale.
Strumenti fondamentali di Governance del processo devono pertanto diventare:
definizione del numero chiuso, ovvero della massima ospitalità quotidiana consentita;
prenotazione obbligatoria attraverso piattaforme online (inizialmente anche i siti web dei singoli Comuni possono essere indirizzi URL adeguati dove operare la prenotazione);
controllo degli accessi nelle giornate di picco, non diversamente da come si agisce in ogni discoteca o in ogni stadio nei fine settimana;
verifica degli accessi automobilistici con sistemi connessi di videoripresa e applicativi di IA collegati a pannelli informativi in grado di suggerire, nel caso, alternative di visita o di percorso;
multe salate ai trasgressori, con relative comunicazioni dei dati via social.
Ma non basta.
Necessaria è anche una nuova politica di De-marketing (o contromarketing) tesa ad affermare un “posizionamento strategico” della località coerentemente selettivo, orientato a definire il miglior rapporto tra pressione antropica sopportabile e redditività per il territorio.
Operazione per nulla semplice, spesso scarsamente nota agli operatori del settore (tanto meno agli assessori comunali) da sempre abituati a proporre e promuovere ma non a selezionare e rimuovere.
Operazione chirurgica che deve sostenere in primis gli interessi degli operatori economici attivi nel territorio (albergatori, ristoratori, pubblici esercizi e negozianti) e conseguentemente organizzare i flussi in termini di massimizzazione dei profitti per l'economia locale.
Ricordo, in linea di principio, che “più il prodotto è selettivo, maggiore è il valore percepito dalla domanda”: il resto, ovviamente, prosegue di conseguenza con un coerente adattamento di qualità delle prestazioni e valore dell'erogazione.
È tempo di sviluppare azioni di De-Marketing per diradare il traffico determinato dall'eccesso di pressione turistica e dirottare gli eccessi verso altre destinazioni, oggi di minor richiamo, che possano godere dei nuovi flussi così prodotti a condizione che si tratti di flussi “paganti” e non di short-breaker abituati a non spendere, ma piuttosto a vandalizzare, durante le loro scorrerie.







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