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IL GIOCO SPIETATO DEL TURISMO

  • Immagine del redattore: gilberto borzini
    gilberto borzini
  • 10 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Booking com lancia una nuova carta di debito connessa con il portale. Oltre alle consuete funzioni consente una fidelizzazione strutturale e conveniente dell'utente rispetto al portale.

Quando gli autori della disintermediazione diventano i paladini della fidelizzazione il gioco del Turismo diventa spietato.


Non mi dilungo sugli aspetti tecnici, ben presentati da Pietro Tommasi nel suo intervento su Linkedin, ma piuttosto sul come un player planetario possa avviare una sistema che è sia generatore di opportunità di gestione finanziaria, sia strategico in terminì di fidelizzazione del mercato sia, infine, utile alle attività di marketing cobranded tra la piattaforma e i gruppi alberghieri clienti.

L'incentivazione all'utilizzo deriva dal riconoscimento in cash rewards al Cliente per ogni acquisto operato all'interno del circuito, mentre per i gruppi alberghieri la convenienza consiste nella definizione più ampia della base di struttura del Revenue Management, il tutto mentre il portale offre “soluzioni in abbonamento prepagate” a fronte di concrete riduzioni tariffarie.

La proposta è, a mio avviso, molto ben strutturata, anche se forse non geniale e introdotta dopo lunghi tempi di attesa che avrebbero potuto essere ridotti.

Ma è una proposta che si inserisce nel vasto campo della Gestione delle Quote di Mercato, quel settore trainante dell'economia a cui gli Agenti di Viaggio non hanno mai voluto giocare: i Grandi Gruppi Economici, da Booking al Supermercato di catena sotto casa, dal gestore di servizi telefonici alle Banche e le Assicurazioni fino ad Amazon, Google o Meta e ai relativi sistemi di pagamento, tutti operano ormai in termini di Gestione delle Quote di Mercato, proponendo “la qualsiasi”, turismo incluso, ai Clienti comunque entrati a far parte del loro mondo di servizi.

E' una questione finanziaria e di gestione manageriale del mercato di riferimento nota e ovvia a chiunque si occupi di Economia.

Ed ecco il “vulnus” per le Agenzie di Viaggio: il non essersi mai aggregate per gestire il loro mercato (aggregato) in termini di Servizi, il non essersi mai posti l'obiettivo di essere Gruppo Economico o di gestione finanziaria rimanendo ancorati al concetto di “vendita del servizio turistico” fine a se stesso (l'unico network che provò questo percorso fu BuonViaggio con spa, guidato dall'amico Adriano Biella negli anni '90, inciampando in un delicatissimo gioco di acquisizioni interbancarie nel florido mercato brianzolo).

Ora se il settore dell'intermediazione agenziale vuole sopravvivere non resta che predisporre le necessarie e opportune contromisure: è tempo di abbandonare la dimensione domestica per abbracciare quella delle aggregazioni, non tanto in cerca di un punticino commissionale ma in termini di gestione organizzata del portafoglio clienti aggregato, di campagne di comarketing con soggetti interessati al mercato di riferimento, di gestione di un brand marketing collettivo sempre più necessario.

Non vorrei che fosse già troppo tardi per capire quanto sia urgente il cambiamento, e comunque se aveste bisogno scrivetemi.


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