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DAI GIORNALI AI COMMENTATORI

  • Immagine del redattore: gilberto borzini
    gilberto borzini
  • 6 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Come cambia l'editoria ai tempi della rete


Il pubblico si informa sempre in maggior misura online.

Scrolla le notizie e si ferma laddove la sua attenzione venga catturata.

I giornali tradizionali perdono lettori, perdono vendite e perdono investitori pubblicitari.

Per fare fronte ai crolli economici i giornali pubblicano “veline” e assoldano per pochi euro ad articolo volenterosissimi cronisti che sperano di diventare veri professionisti della comunicazione e dell'informazione.

Così lo spazio che un tempo era territorio esclusivo dei giornali, quello dell'Autorevolezza della Fonte che definiva in quanto tale la fiducia che determinava l'acquisto, diviene sempre più oggetto di contesa tra Commentatori (non dico Influencer perché parlo di comunicazione e giornalismo, non di marketing).

Lo stesso meccanismo che vale per la grande Editoria si riverbera nelle tematiche settoriali e quella che un tempo era la “stampa di settore” oggi lascia il posto al “Commento dell'Analista” che, bravo o meno che sia, è stato capace di conquistarsi un pubblico di riferimento.

Come poi l'Analista Commentatore riesca a monetizzare la propria popolarità è altro argomento (iscrizione a servizi di newsletter, consulenze, popup e banner pubblicitari nel proprio sito web) ma quello che mi preme indicare è come il cambiamento in corso sia travolgente, definito e, per ora, immodificabile.

Converrà che anche i Player operativi, quelli che fino a ieri finanziavano l'editoria classica con le proprie inserzioni, ne prendano atto.


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